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Scheda del personaggio

Primo Reggente Imperiale

di Filippo “Jedifil” Rossi


Nome: Informazione top-secret degli Archivi Imperiali; conosciuto da pochi come “Primo Reggente Imperiale della Fondazione Galattica”
Razza: Clone umano
Età: Sconosciuta
Pianeta di provenienza: Sconosciuto, forse Coruscant
Descrizione fisica: Alto 1.90 metri per 92 chili: un fisico imponente e pesante. Capelli bluastri, scuri ed unti; occhi ombrosi e sofferenti ma penetranti
Segni particolari: La pelle e la carne della faccia e dell’intero corpo, sotto le vesti di vecchia foggia imperiale perennemente cupe e fluttuanti, sono rovinate e in decadenza (forse è dovuto agli effetti di una clonazione a suo tempo ancora sperimentale)
Breve storia: Questa geniale, carismatica e malata personalità venne creata dal nulla dall’allora arcano Darth Sidious in persona: clone-prototipo di un sensibile alla Forza da tempo dimenticato, cresciuto durante le Guerre dei Cloni e corrotto per lunghi anni negli ambienti più occulti della parte industriale di Coruscant. La Purga dei Jedi e la proclamazione del Nuovo Ordine Imperiale lo portarono finalmente a sentirsi pronto per assumere un ruolo nella nuova teocrazia Sith - ovviamente sottomesso all’Emissario dell’Imperatore Lord Darth Vader, ma orgoglioso del suo nascente potere secolare. Mentre Vader, Tarkin ed altri militari furono il pugno di Palpatine nella Galassia, il neo-nominato Primo Reggente Imperiale divenne uno dei più fedeli servitori personali del dittatore galattico: un pugnale nascosto nella manica del governo cosmico dei Darth.
Fu insignito della carica di fondatore e dominatore della segreta Fondazione Galattica, branca spionistica dell’Impero che prosperò nei primi cinque anni dopo l’instaurazione del Nuovo Ordine. L’istituzione era stata inizialmente incaricata da Palpatine di capire quanto e come fosse possibile sfruttare le sensibilità alla Forza dei sudditi imperiali senza un addestramento Sith, ossia a livello puramente utilitaristico, materialistico e profano: sfruttamento dei super-esseri come operai in miniera, cervelli nella ricerca, soldati potenziati, cavie da laboratorio, ecc. La leadership ingegnosa del Primo Reggente seppe però costruire una ragguardevole istituzione, anche grazie alla cerchia di adepti e collaboratori fedeli, motivati ed abili; divenne in breve tempo un’organizzazione influente, i cui scopi avevano sempre meno a che fare con la mistica nella Forza e divenivano sempre più personalistici, ambiziosi, deviati.
L’inevitabile crisi giunse 5 anni fa, poiché una fortuna veloce e sterminata nasconde altrettanto rapidi e ciclopici germi di autodistruttiva onnipotenza. Il Primo Reggente impazzì nell’impotenza, nella ricchezza, nella solitudine e nella paranoia: vide complotti ovunque, e quindi ne tramò di innumerevoli; giunse a condannare o addirittura ad assassinare senza motivo diversi innocenti collaboratori. Divampò la feroce lotta intestina tra l’ormai incontrollabile deus ex machina e alcuni validi sottomessi fino a quel momento fedeli, ma che dovettero alzare la testa poiché figli di una nuova visione per un futuro meno pervertito del progetto-Fondazione. Questi piccoli esseri ebbero l’ardire di farsi grandi nei confronti del titano caduto: distrussero eroicamente l’indebolita fazione del Primo Reggente. Egli si scontrò addirittura in duello con il capo della ribellione Indipendente, per ritrovarsi inopinatamente sconfitto da cotanto ardire. L’Imperatore stesso allora intervenne! Nel colmo dell’ira scomunicò la Fondazione ed obbligò con violenza all’esilio forzato nelle Regioni galattiche dello Spazio Selvaggio il suo ex-pupillo clone, già spezzato dai suoi inferiori ma non ancora piegato dall’unico Potere a lui superiore.
E l’ormai completamente folle genio si piegò. Ora giace dimenticato e silente; ferito nel corpo, nel cuore e nella mente. Sepolto con pochi ignavi fedelissimi che, nel suo piccolo, ancora domina e sempre dominerà. Un super-uomo che non fu mai umano... in triste decadenza fisica ma assolutamente potente nella Forza... dotato di prodigiose qualità per quanto in gran parte ignote. Senza memoria di sé, ma dominato da ossessivi ricordi dei tempi della Fondazione: la disperazione che egli sa si impose da solo; un tradimento che, a suo fermo parere, subì alle spalle. Spietato quanto teatrale; umorale quanto romantico; vendicativo con chiunque quanto soggetto a forti attacchi di nostalgia poetica. Il Primo Reggente Imperiale è un egocentrico decisionista che mai rinuncerà al suo nome e mai si sottoporrà al destino, ma che sempre si dovrà immolare tra le fiamme brucianti della pira sacrificale auto-imposta: nobile e pagana, assurda ed arida. Un fallito paranoico che, nella sua remota e solitaria tana, ancora subisce lancinanti lampi mentali di ambizione solipsistica... che lui stesso dolorosamente frustra – ancora per quanto?