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Scheda del personaggio

Generale Mak Teerlan

di Maico "Grand’Ammiraglio Navar" Morellini


Nome: Mak Teerlan
Razza: Umana
Età: 62 anni
Pianeta di provenienza: Onderon
Descrizione fisica: Il suo volto racchiude in se la pura essenza del leader naturale. I capelli, ormai completamente bianchi, e gli occhi neri come le profondità di una caverna gli conferiscono un aspetto di inquietante e fredda saggezza. Alto e magro, ma con un fisico scolpito da decenni di addestramento sul campo e nelle migliori Accademie della Repubblica, dimostra un’energia pari a molti suoi ufficiali ben più giovani. I baffi, folti e curati, incorniciano la sua bocca negandole, da sempre, il sorriso.
Segni particolari: Una cicatrice sull’occhio sinistro riportata all’epoca dell’Accademia, mentre comandava il gruppo di assaltatori a lui assegnato in una simulazione. Durante l’azione, in seguito a una sua decisione tattica tanto geniale quanto azzardata, uno degli uomini sotto il suo comando riportò un brutta ferita all’occhio destro.
Mak rimase accanto al suo uomo fino a quando non fu certo che si sarebbe rimesso, senza danni permanenti. E poi, la notte successiva, si presentò al reparto medico con un lungo squarcio sull’occhio sinistro.
"Ogni comandante paga i propri errori come li pagano i suoi uomini. E versa lo stesso sangue".
Da allora, quando si riferisce all’Onore del Comando, tutti sanno che parla della cicatrice.

Breve storia: I Teerlan di Onderon sono stati, da sempre, una delle famiglie che vantava, tra i suoi membri, i migliori strateghi della Repubblica.
Mak, secondogenito di Mordel e Aphrael Teerlan, si dimostrò da subito all’altezza del nome che portava. Primo maschio della casata fu, sin da piccolo, abituato ai rigori militari e crebbe nella convinzione che ognuno era responsabile delle proprie azioni.
Maggiori capacità decisionali, maggiori responsabilità. Ecco i principi che, da sempre, lo guidarono.
Ben presto le sue attitudini vennero notate dai Direttori delle Accademie e fu assegnato, ormai diciottenne, al distaccamento a Barab.
La Campagna degli Scorpioni, come fu rinominata in seguito, segnò profondamente Mak. Per la prima volta era sul campo di battaglia e si trovò ad affrontare un’organizzazione di fanatici religiosi (gli Scorpioni). Non fu uno dei maggiori successi della Repubblica e la campagna stessa ebbe un peso poco rilevante ai fini del consolidamento dell’Ordine repubblicano.
Barab era un sistema piccolo e isolato. Anonimo per alcuni. Sconosciuto per tutti gli altri.
Ma tra le sue paludi si scontrarono l’onore dei militari, scolpito in anni di addestramento e in cicatrici dentro e fuori il corpo, e il fanatico idealismo religioso. Fedele soltanto ai dettami di un credo che poneva i suoi rappresentanti al di sopra di tutto e che faceva del sangue un oggetto con cui giocare.
Mak Teerlan, come è ora, come leader dell’Armata, formò il suo carattere di guerriero in quelle paludi.
Da lì, da un’esperienza al limite del razionale, dove misticismo e realtà si fondevano in una lotta furente, nacque il suo credo assoluto nell’Onore suo, e dei suoi compagni.
Tornò dalla Campagna degli Scorpioni con il grado di tenente e da quel momento fu astro nascente dell’esercito repubblicano. Ostile ai Jedi, dei quali non condivideva il debole elitarismo, e alle religioni.
"Ogni comandante paga i propri errori come li pagano i suoi uomini. E versa lo stesso sangue."
Fu proprio per queste parole pronunciate quarantadue anni prima, e segnate sul suo volto dalla cicatrice, che il Generale Teerlan non perdonò mai il Senato per ciò che aveva fatto alla Repubblica.
Per il crimine che aveva perpetrato consentendo la nascita dell’Impero.
E’ proprio per queste parole, per il suo Onore del Comando, che è intenzionato a rivoltare la galassia nel tentativo di ristabilire la giustizia.
E una nuova Repubblica.