Kenny ”R2-D2” Baker, quarto Socio Onorario di Yavin 4
KENNY BAKER è nato a Birmingham, nel Regno Unito, il 24 agosto del 1934. Nonostante sia alto solo un metro e 16 centimetri (ossia 3 piedi e 8 pollici), è diventato uno degli attori britannici più amati del mondo.
Ha iniziato a recitare nel 1950, a 16 anni, col gruppo artistico
Burton Lester's Midgets. Fu d.j. per un periodo, poi si unì al Circo di Billy Smart lavorando come clown e mimo. Fece vari tour nella Gran Bretagna, proponendo spettacoli col ghiaccio e la commedia musicale
The Mini Tones. In seguito lavorò nei
night club col suo amico Jack Purvis, anche lui apparso in
Star Wars - Episodio IV: Una Nuova Speranza.
Kenny divenne una star nel 1977 grazie al ruolo dell’adorabile droide
R2-D2 (in Italia rinominato
C1-P8) nel primo
Guerre Stellari di George Lucas. E’ stato il
“mucchio di grasso lubrificante” alto 96 centimetri in tutti i sei film della Saga Stellare; con Anthony Daniels (interprete del droide protocollare C-3PO, sua controparte) è l’unico attore ad apparire nell’intera Esalogia cinematografica di Lucas - girata dal 1977 al 2005. Kenny Baker è riuscito a conferire il “lato umano” al robot (o meglio,
“droide astromeccanico”) più amato del Cinema: seduto su uno speciale supporto, l’attore girava il torso e muoveva la testa, attivava le luci ed eseguiva molti altri gesti che aiutavano a costruire e rendere unica la personalità del piccolo ed eroico R2. Nel 1978, insieme all’amico 3PO e all’oscuro Darth Vader, ha eternato le sue impronte sul cemento della passerella delle star al di fuori del
Graumann’s Chinese Theatre di Hollywood, a Los Angeles.
Baker è apparso anche in
Star Wars - Episodio VI: Il Ritorno dello Jedi dentro la pelliccia dell'Ewok
Paploo (è quello che ruba la
speeder bike agli
stormtrooper); e in molti altri film, tra cui
U.F.O,
Labyrinth,
Amadeus,
Time Bandits,
The Elephant Man,
Flash Gordon,
I Goonies… Dal 1997 ha girato la Gran Bretagna col suo omonimo
one man show. E’ continuamente invitato dai fans alle convention di
Star Wars di tutto il mondo - alle quali partecipa con tutta la sua enorme simpatia e carica umana.
(Filippo “Jedifil” Rossi)
R2-D2… CHI È? Il nome completo di una delle creature più famose della storia del Cinema è
R2-D2, alias
Ar-too De-too (pron. Artu-ditu) e detto
“Artoo”, come viene chiamato affettuosamente nella versione originale di
Star Wars; mentre era stato rinominato
C1-P8 nel doppiaggio italiano originale della
Trilogia Classica. Appartiene alla grande famiglia galattica dei
droidi astromeccanici, piccoli robot auto-coscienti creati per essere co-piloti nella navigazione spaziale e per la riparazione dei veicoli.
L’azzurro R2-D2 è una delle unità assegnate alla manutenzione dell’
Astronave Reale di
Naboo, ed è in
Episodio I: La Minaccia Fantasma (1999) che esordisce distinguendosi in una serie di azioni eroiche, prima aggiustando un guasto al generatore dello scudo della nave della
Regina Padm? Amidala; poi aiutando il giovane
Anakin Skywalker a bordo di un
caccia stellare N-1 nella battaglia decisiva contro l’avida
Federazione del Commercio. È proprio a casa di Anakin, sul pianeta sabbioso
Tatooine, che conosce
C-3PO, il futuro
droide protocollare dorato destinato a diventare sua controparte e spalla in numerose avventure: dal rocambolesco salvataggio nella fonderia dell’arido
Geonosis (
Episodio II: L’Attacco dei Cloni, 2002), che segna l’inizio delle catastrofiche
Guerre dei Cloni… fino alla caduta del potente
Cavaliere Jedi Anakin nel
Lato Oscuro della Forza e la sua trasformazione nel
Signore Oscuro dei Sith Darth Vader, con la contemporanea morte della moglie Padm? su
Polis Massa, durante il parto dei figli gemelli
Leia Organa e
Luke Skywalker (
Episodio III: La Vendetta dei Sith, 2005). L’eroico R2 rimane testimone attivo e “silenzioso” di tutti i più importanti avvenimenti della
Saga di Star Wars: difatti, nel passaggio al servizio del suo nuovo padrone, il
Senatore Bail Organa, Principe consorte di
Alderaan, la sua memoria non viene cancellata – a differenza di quella del suo petulante amico 3PO!
Vent’anni dopo, in
Episodio IV: Una Nuova Speranza (1977), ritroviamo i due droidi impiegati sull’aeronave stellare alderaaniana
Tantive IV, comandata dal
Capitano Raymus Antilles. E’ proprio l’ormai Principessa Leia ad affidare a R2-D2 i piani di costruzione della
Morte Nera dell’
Impero Galattico, sperando che possa consegnarli al loro vecchio alleato
Obi-Wan “Ben” Kenobi, il grande Cavaliere Jedi in esilio su Tatooine. Ma il piccolo droide farà molto di più… Divenuto proprietà del giovane agricoltore delle sabbie e ultimo Jedi Luke Skywalker, R2 lo accompagna a bordo del
caccia stellare X-Wing, aiutandolo nella decisiva battaglia di
Yavin; e poi (
Episodio V: L’Impero Colpisce Ancora, 1980) lo segue fedelmente sul paludoso pianeta
Dagobah, dove assiste al suo addestramento jedi da parte del quasi millenario
Maestro Yoda. Dopo aver dato man forte e salvato più volte gli eroi dell’
Alleanza Ribelle, nel grande finale dell’
Episodio VI: Il Ritorno dello Jedi (1983) R2 è parte integrante della
“ridicola banda” che, disattivando lo scudo a protezione della seconda Morte Nera orbitante sulla luna boscosa di
Endor, contribuisce alla distruzione della stazione da battaglia e alla sconfitta del malvagio Impero del Signore Oscuro dei Sith
Darth Sidious/Cos Palpatine.

Artoo, che si muove su tre pattini quando non aziona i razzi che lo possono far volare, si esprime con fischi e squittii (realizzati dal tecnico del suono Premio Oscar
Ben Burtt con voci di bambino modulate al sintetizzatore), e interagisce con l’ambiente circostante mediante varie braccia meccaniche di comunicazione e riparazione, risolutive in più di un’occasione nel corso della Saga: se lo ricordano bene Luke, Leia,
Han Solo e
Chewbacca, salvati all’ultimo secondo dallo stritolamento di uno schiacciatore di rifiuti imperiale. Nel concepire R2-D2 e il suo compagno C-3PO,
George Lucas si è ispirato sia agli
Hobbit di
J. R. R. Tolkien, sia ai due contadini del film
La fortezza nascosta di
Akira Kurosawa: come nel ciclo letterario della
Terra di Mezzo o nella pellicola giapponese, in
Star Wars i robot - ossia l’umile popolino - dovevano essere protagonisti, testimoni e narratori in senso lato delle vicende epiche (e infatti i due droidi sono gli unici personaggi presenti in tutti i sei film); rinforzando anche il lato comico, come dei
Gianni & Pinotto o
Stanlio & Ollio metallici. Vuole la leggenda che il nome derivi dal “rullo 2.2” cercato da Lucas durante il montaggio della sua precedente pellicola
American Graffiti. Per portare R2 sullo schermo in
Star Wars, una volta che il disegnatore
Ralph McQuarrie ne aveva completato il
design su indicazione dello stesso Lucas, si decise di utilizzare diversi espedienti: furono costruiti vari modelli comandati elettronicamente, che spesso però sul
set si rivelarono difficili da manovrare perch? avevano un equilibrio instabile. Per i primi piani in cui R2 doveva muovere la cupola, sobbalzare di gioia o rabbia, usare il braccio meccanico, fu chiamato l’inglese
Kenny Baker, un attore nano alto poco più di un metro che aveva lavorato al circo e avrebbe trovato spazio, sempre in ruoli fantastici o da
freak, in vari film. Baker riuscì, nonostante le difficoltà create dalla necessità di lavorare in uno spazio così angusto, a fornire una personalità indimenticabile al piccoletto della famiglia di
Star Wars, tanto da tornare a lavorare quindici anni dopo nella
Nuova Trilogia. Qui R2 venne ricreato in digitale nelle scene in cui vola e in altre d’azione… ma il peculiare carattere conferito da Baker all’astrodroide più amato della Galassia non è stato mai sintetizzato da un computer della
Lucasfilm!
(Marco Consoli & Filippo “Jedifil” Rossi)