Il senso di Star Wars in Andor
Andor fa perfettamente parte della fantascienza mitologica e meravigliosa di Star Wars.
Nella doppia Stagione della serie tv Andor c’è il simbolismo della Forza, c’è la complessità narrativa della saga starwarsiana, c’è la spiritualità fantastica e anche magica Jedi/Sith fondativa di Guerre Stellari – e che qui dà senso e spessore alle vicende crude di Imperiali e Ribelli. Nella fantascienza bellica di Andor c’è pure, alla fine, un nuovo “Prescelto” della Forza!
Spirituale epico-fiabesco e realismo sociopolitico da sempre esistono insieme e si rafforzano a vicenda in Star Wars, e Andor non fa eccezione, anche se la sua forma (magnifica) propende un po’ di più per la seconda parte, quella realistica, storica, sociale, politica.
Dire che “finalmente Star Wars è diventato adulto perché con Rogue One prima, e adesso con Andor, ha lasciato perdere l’infantilismo sciocco del Fantasy per arrivare alla maturità dignitosa della Fantascienza” non solo è un errore clamoroso, non solo è da ignoranti di Star Wars, ma è soprattutto molto triste e segno di tempi terrificanti, superficiali e fuorvianti. Come se poi l’epica mitologica delle spade laser fosse robaccia per bambini dementi… è tutto il contrario! Sentir dire certe scemenze da professionisti italiani della fantascienza (i tremendi “fantascientisti”) o appassionati (che poi appassionati non sono) fa cadere le braccia: siamo messi malissimo.
Tutte le più grandi storie dell’umanità integrano e lavorano sia sul meraviglioso simbolico (favolistico e fantastico), sia sul realismo riconoscibile (storico, politico, scientifico); la Saga di Star Wars lo fa per prima, compreso Andor in Star Wars. Escludere un lato è evirarsi, impoverirsi, ridursi a maiali grufolanti laureati in ingegneria o a pazzi. Negare l’equilibrio è una BESTEMMIA CULTURALE inaccettabile e offensiva. Da combattere con decisione e coerenza.
Si tratta di un fiabesco necessario, in Star Wars, ma né infantilismo, né semplicità: fin dalla Trilogia Classica assistiamo a una Saga psicologicamente complessissima. Fin dal primo Guerre Stellari del 1977 George Lucas inventa un film antropologico e mitologico, la cui fantascienza già suggeriva politica e libero arbitrio.

In Andor, come in Star Wars, vediamo ignoranza e arroganza tecnocratica da ultra-uomini – la stessa di Elon Musk. Nella serie comunque c’è un passaggio pauroso che integra e amplia la tech-demenza imperiale: in Stagione 1, quando Stormtroooper paranoici beccano uno a caso in spiaggia, uno che non c’entra nulla, e si inventano una carcerazione preventiva e senza legge (senza habeas corpus), con relativa spedizione nei “campi di lavoro”/catena di montaggio capitalistica-bellica della “spirituale” Morte Nera – cioè, la costruzione del Superlaser che usa Cristalli Kyber connessi alla Forza.
In momenti come questi Star Wars spacca tutto.
Vediamo anche la certezza cosmica che più il Male è esagerato, più è vulnerabile. Andor rende plastico questo concetto filosofico, già trattato da Tolkien nel Signore degli Anelli: anche lo strategico Sauron è in totale dabbenaggine tattica, quando praticamente pone le basi della sua autodistruzione creando l’Unico Anello Dominante.
Filippo “Jedifil” Rossi
Presidente Yavin 4
