L’Impero e la vecchia (?) Italia

Proponiamo la recensione originale de L’Impero colpisce ancora apparsa nel 1980 su L’Unità, l’organo del Partito comunista italiano. La principale penna cinematografica della storica testata, faro culturale del tempo, stronca con rabbia il film, il classico Episodio V di Star Wars, in seguito considerato un capolavoro del cinema. Leggete con attenzione l’articolo.

Si può parlare (dal punto di vista di una sinistra moderna e che vuole essere tale) del fallimento culturale della sinistra storica italiana. Come ci fa notare il fan Gigino Borghett, già nel 1978 il PCI mostrava di non stare più al passo coi tempi presentando interrogazioni parlamentari contro Goldrake. In effetti, l’altro fan Salvatore Leonardo Bertrand Mattera la considera una straordinaria e “pura propaganda da Istituto Luce del ventennio, però dall’intellighenzia sinistra”. Non è difficile capire come, nel giro di pochi decenni, il monopolio culturale sia purtroppo caduto nelle mani di chi questi fenomeni epocali del Fantastico li ha accettati e (male)interpretati: prima le televisioni berlusconiane anni Ottanta, poi la moderna, postmoderna e attuale ultradestra di tipo fascista.
Il primo Star Wars del 1977 è stato, in tutta logica, frainteso da molti, a prescindere dai gusti personali. La grande rivista francese del fumetto di fantascienza visionaria Metal Hurlant rinnegò la svolta stellare di George Lucas, presunto traditore della fantascienza “seria” a suo tempo celebrata nell’esordio di THX 1138 (1971). Come, del resto, testate conservatrici italiane biasimavano la svolta “giocosa” operata da Steven Spielberg ne I predatori dell’Arca perduta (1981), dopo il suo drammatico Sugarland Express (1974).
Gli sciocchi sono dappertutto, non c’è dubbio. Però, se qualche anno prima i puri e meno prevenuti artisti di Metal Hurlant potevano permettersi di sbagliare (Lucas per Guerre Stellari prendeva pure da loro); stupisce l’ignoranza, al contrario interessata e pelosa, che nel 1980 mostra il celebrato criticinefilo dell’Unità Sauro Borelli. Per continuare a fraintendere, e quindi distruggere a livelli così imbarazzanti un film “perfetto” come L’Impero colpisce ancora, su una testata politica basilare, serve essere professionisti di un Progetto fallimentare. Che anche oggi andrebbe corretto nel profondo, sforzandosi di capire il valore di opere del Fantastico allo stesso tempo (popolarmente) rivoluzionarie e (psicologicamente) antichissime.

Filippo “Jedifil” Rossi
Presidente Yavin 4

(Si ringraziano per le osservazioni gli esperti Alessandro Di Nocera e Andrea Voglino)

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