Le polemiche sull’Odissea di Nolan

Siccome ne sto leggendo di tutti i colori su un film attesissimo da parte di un autore amatissimo, con un’esibizione pubblica di nefandezze praticamente clamorosa, reagisco con un bel po’ di rabbia.
Sulle scelte di casting per l’Odissea del regista Christopher Nolan, in uscita il 16 luglio: sulle polemiche per l’attrice nera (bellissima) come Elena di Troia o per un attore transgender come ipotetico Achille o per l’accento americano di Odisseo/Ulisse; sulle stroncature pregiudiziali del film per motivi razzisti, come quelle, recenti e patetiche, del tremendo Elon Musk.

Achille, né Elena di Troia, essendo figli di divinità greche, sono mai esistiti. E nemmeno Odisseo/Ulisse, che è pronipote di Hermes; nemmeno lo stesso Omero è mai esistito, è una leggenda. Non è “storia”, né “etnia”.
Perché… un dio come Zeus dovrebbe avere la pelle olivastra greca? Non conosciamo divinità; non conosciamo nemmeno Omero, Agamennone, le Sirene. Mito e arte non implicano etnie definite, fedeltà storiche, conservatorismi e colonizzazioni. Implicano solo interpretazioni e attualizzazioni.
Se vuoi interpretare o attualizzare Harry Potter, con l’autrice reale e viva J.K. Rowling puoi consultarti, mentre con Omero no (anche perché, ripeto, non è mai esistito, esattamente come Atena o Polifemo. Studiate!).

L’artista di turno può interpretare o attualizzare (modificare) il personaggio di fantasia di turno. Poi, vista l’opera, se ne valuta la qualità. Se vi piace invece vietare, state alla larga.
Achille, semidio che amava il maschio Patroclo e la femmina Briseide, sarebbe stato biondo fiammante, dorato come l’oro, ma che ne sappiamo di una tale descrizione poetica e simbolica riferita a un’epoca e a un personaggio mai esistiti. Che arroganza sciocca, presumerne l’aspetto “reale e giusto” riferito al 2026! Si può solo re-immaginare l’immaginazione altrui.
Ma che ne sappiamo di tali simboli! I simboli sono archetipi psicologici, quindi cangianti e mai definiti, se non da chi sul momento li interpreta e traduce con la sua mente, che è unica. Non si valuta la scelta, ma la resa. Qui servono scuole e insegnanti che funzionino!

Non si tratta mai di inserimenti sereni o variazioni leggere, se si parla di interpretazioni del simbolo mitologico operate da grandi artisti, lungo lo scorrere delle epoche. Per il grande artista Nolan, oggi: che ne sappiamo del suo nuovo film? Non l’abbiamo ancora visto. Che ne sappiamo del “suo” mito greco? Agli artisti non si deve rompere le scatole preventivamente.
Mi sono stufato di rispondere agli ignoranti molesti, ai razzisti, ai fascisti che sparano stupidaggini deboli tipiche di individui deboli. Leggete e, soprattutto, studiate, senza vietare mai nulla agli artisti. Crescete, ragionate, siate liberi. La Storia è una cosa precisa, per quanto approssimativa e parziale, da rispettare; Mito e Arte sono ben altro: il rispetto nei loro confronti è tutta un’altra questione. Realtà e Finzione vanno ben distinti, senza confonderli per interesse ideologico.

Filippo “Jedifil” Rossi
Presidente Yavin 4

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