SW-Episodio IX: qualche chicca?

I romanzi dal Dune di Frank Herbert, nel loro totale letterario, trovo siano la massima opera dell’umanità. La Saga filmica di Star Wars nel mio mondo rivaleggia, usando altre armi e perseguendo altri obiettivi. Sono due cose estremamente diverse, amo entrambe in parallelo poiché una non va a discapito dell’altra. Star Wars: Episodio VIII – Gli ultimi Jedi, 2017, è il massimo film di Guerre Stellari. La sua complessità è vasta e aiuta a comprendere addirittura Dune (e il contrario, Dune aiuta a comprenderlo).
La Diade è il colpo di genio di Episodio IX – L’ascesa di Skywalker, e da lì lo diventa della Terza Trilogia (e quindi della Saga SW in generale): un concetto che non avrebbe senso senza il doppio legame dei due protagonisti dei tre Sequel con Anakin e con Palpatine.
Anakin Skywalker ha compiuto il suo percorso di redenzione personale, infatti lo si vede in Episodio VI e lo si sente in Episodio IX nella Forza. È la sua eredità a essere giustamente decisiva: Ben Solo, figlio dell’amore e non della sete di potere.
Notare come l’altro polo della Diade, Rey, sia frutto organico di un “figlio” sintetico – ossia del clone di Palpatine.
Snoke è sempre stato un “coglione con la Forza” (esistono anche quelli, eccome!). Pure lui, “clone” malriuscito di Palpatine, come si vede all’inizio di Episodio IX.
Che Rey sia figlia del clone ribelle di Palpatine è un magnifico dettaglio in più, ma che non è necessario alla comprensione del film; è basilare invece che nel film Rey si capisca sia l’eredità nel sangue di Palpatine, tramite un perfetto e disprezzabile (…) “signor nessuno”. Il tutto si collega quindi alla “prima duplicità” nella Forza, sorta di esperimento di Diade che inizia tutto: Palpatine e Anakin Skywalker in Episodio I. Tutto è estremamente coerente, in chiave Saga ennealogica. Nulla è facile, nemmeno Dune lo è.
Il maestro Johnnie in Ep9
Il leggendario compositore dei film di Star Wars John Williams è accreditato come personaggio del film L’ascesa di Skywalker. Nei crediti finali si può vedere il suo nome tra gli attori. A Williams è attribuito il ruolo di un personaggio di nome Oma Tres. Chi è? Il barista con la benda sull’occhio su Kijimi. Vanity Fair ha sottolineato come sia un anagramma di “maestro”. Estremamente adatto.
Quando Rey entra nella Sala del Trono dell’Imperatore tra le rovine della Morte Nera II, la colonna sonora composta nel 1983 da John Williams per Episodio VI viene riprodotta in sottofondo. In particolare, è la musica usata quando Luke Skywalker toglie il casco a Darth Vader. Poi, Luke solleva il suo vecchio X-Wing fuori dall’acqua di Ahch-To nello stesso modo in cui Yoda lo portava fuori dalla palude di Dagobah nel 1980, in Episodio V; lo stesso motivo musicale di John Williams viene lanciato sui grandi schermi del mondo, e la medesima nave vola in cielo per farsi pilotare, stavolta, dalla giovane erede Rey.
Rey e il suo casco ribelle
La ragazza finalmente indossa un elmo della Resistenza, ex-Ribellione! Quando vediamo per la prima volta Rey, è su Jakku nel Risveglio della Forza, mentre mangia una delle sue porzioni liofilizzate. Indossa scherzosamente un casco di volo dell’Alleanza Ribelle, mentre è seduta nella sabbia. C’è qualcosa di emozionante e soddisfacente nel vedere Rey pilotare il leggendario caccia stellare X-Wing di Luke Skywalker, in Episodio IX, dopo aver semplicemente sognato di essere un leggendario stella-pilota della Galassia.
Wedge!
Il Capitano ribelle Wedge Antilles ritorna, per venire in aiuto della Resistenza nella battaglia finale. L’attore è davvero Denis Lawson, che riprende il mitico personaggio interpretato per Una nuova speranza del ’77. Antilles era amico di Luke Skywalker e suo compagno nel pilotaggio degli X-Wing. Il personaggio è apparso nel libro Star Wars: Resistance Reborn, che ha condotto a The Rise of Skywalker. È uno dei pochi personaggi della Trilogia Classica a sopravvivere alla Saga degli Skywalker. Un altro fatto divertente è che l’attore scozzese è lo zio di Ewan McGregor, il quale riprende il suo ruolo di Obi-Wan Kenobi nella serie televisiva Lucasfilm.
Le abitudini imperiali
L’Imperatore Palpatine alla fine lancia Ben Solo in un buco cavernoso, nello stesso modo in cui è stato gettato in una voragine della seconda Morte Nera dal nonno del ragazzo, Darth Vader, anni prima (1983). Palpatine sta ancora covando rancore per la ribellione e il gesto assassino del suo ex-Apprendista Sith. Cosa deve fare in questi casi un imperatore? Si vendica della memoria di Vader lanciando al suo posto il nipote in un buco e dicendogli che così cade l’ultimo Skywalker: per mano di un Palpatine. La cosa divertente è che il discorso di Palpatine è probabilmente perso da Ben. Per quanto ne sappiamo, il giovane Solo non è nemmeno a conoscenza del gesto, decisivo ma segreto, del nonno sith. O forse gliel’ha detto l’ex-Maestro Jedi Luke prima di Episodio VII?
I Jedi del passato…
Nel suo momento più terribile Rey sente alcuni famosi Jedi defunti parlarle. Ci sono dieci “voci del passato jedi”, oltre all’ovvio e più importante Luke di Mark Hamill, che parlano a Rey in quella scena: undici attori. Ecco l’elenco completo dei nomi, tratti dai crediti… il Prescelto Anakin Skywalker (attore: Hayden Christensen), Luminara Unduli (Olivia d’Abo), Ahsoka Tano (Ashley Eckstein), Aayla Secura (Jennifer Hale), Mace Windu (Samuel L. Jackson), Obi-Wan Kenobi (Ewan McGregor e il defunto Sir Alec Guinness), Yoda (Frank Oz), Adi Gallia (Angelique Perrin), Kana Jarrus (Freddie Prinze Jr.) e il grande Qui-Gon Jinn (Liam Neeson).
Fulmini della Forza
Per vincere, Rey fa rimbalzare con la lightsaber il famigerato Fulmine della Forza verso l’Imperatore… come ha fatto Mace Windu nel 2005, nella Vendetta dei Sith. È lo stesso modo in cui il Maestro Jedi aveva quasi sconfitto Darth Sidious in Episodio III! Il rimbalzo istintivo di Windu l’aveva solo sfigurato pesantemente – ci pensava l’oscuro Anakin a rovinare quel momento decisivo.
Fantasmi, vendette, speranze
L’Imperatore Palpatine è indicato come un “fantasma” nei titoli a scorrimento iniziali del film numero 9. La riga completa recita qualcosa come: “nel frattempo, il Leader Supremo Kylo Ren infuria in cerca dell’Imperatore fantasma, determinato a distruggere qualsiasi minaccia al suo potere”. Palpatine non solo sembra uno spettro che chiama l’antieroe da una tomba, ma con quella frase ci si riferisce al titolo di Star Wars: Episodio I – La minaccia fantasma. Palpatine in quel 1999 era il Sith Lord Darth Sidious, la “minaccia fantasma” senza nome del film.
Alcuni importanti riferimenti ad altri titoli filmici della Saga di Star Wars sono presenti nel roll del IX: sono le parole “vendetta” (da La vendetta dei Sith) e “speranza” (da Una nuova speranza).
Lo stile di combattimento con la spada
Rey ne ha uno simile a quello imperiale. Fin dal 2016 è stato notato un parallelo tra il modo in cui Rey usa la spada laser di Luke e Anakin, per la prima volta in The Force Awakens, e il modo in cui il Cancelliere Supremo Palpatine impugna la sua nei combattimenti contro i Jedi della Vendetta dei Sith. Entrambi i personaggi attaccano con un movimento penetrante, mentre tengono la sciabola di luce con entrambe le mani. Rey lo usa di nuovo mentre si allena con la lightsaber azzurra, all’inizio di Episodio IX.
La spada laser finale di Rey, l’ultima della Saga e a lama clamorosamente gialla (quella dei Guardiani Jedi), sembra costruita da una parte del suo bastone di legno (?). L’impugnatura assomiglia a un’estremità dello staff apparso in The Force Awakens, il che la rende davvero “personale”.
Ancora e sempre Han
Kylo Ren, frustrato, solleva un dito stizzito verso il Generale Hux, per zittirlo senza dire nulla. Non è fuori dal personaggio di Kylo Ren, piuttosto è dentro il personaggio di suo padre, lo Han Solo di Harrison Ford. Ben sta canalizzando il genitore dalla Trilogia Classica. Abbiamo già visto un nervoso Han alzare il dito in silenzio come risposta, senza avere nulla da dire – per esempio contro l’isterico C-3PO nell’Impero colpisce ancora. L’eccezionale attore di Kylo, Adam Driver, in effetti compie diversi gesti tipici di Ford, come sparare alle spalle senza guardare o scivolare di lato fermando la corsa.
Identità
Leia Organa dice a Rey, all’inizio del film, di non aver mai paura di chi è. Come apprendiamo più tardi in The Rise of Skywalker, Leia sa da tempo che la ragazza è una Palpatine. Sta dando consigli a Rey su come affrontare la rivelazione del lignaggio oscuro.
(Pubblicato sullo stampato di LF#52, sabato 16 maggio 2020)
Firmato: Filippo “Jedifil” Rossi
Presidente Yavin 4
